Sir Charles Lyell a Spaccaforno

Sir Charles Lyell (1797-1875) fu un eminente geologo scozzese. Grande amico di Charles Darwin, di cui condivise la teoria dell’evoluzione, Lyell scrisse un famoso trattato in tre volumi, Principles of Geology, diventato ben presto un testo di riferimento per le scienze geologiche moderne.
Lyell fece numerosi viaggi in particolare in Europa e nel continente americano. Visitò una prima volta la Sicilia nell’inverno del 1828-29. Fu in quest’occasione che Lyell ebbe l’occasione di soggiornare a Spaccaforno e ne studiò la carattersistiche rocce calcaree della Cava d’Ispica citate anche nei suoi Principles.
A parte le sue osservazioni scientifiche, Lyell ci ha lasciato anche un rendiconto di questo soggiorno in una sua lettera indirizzata a sua sorella Caroline, in cui si possono cogliere, a volte con un pizzico d’humour, tutti gli aspetti più quotidiani della sua vita di viaggiatore in terre lontane.
Nella lettera scritta da Agrigento il 18 dicembre 1828, Lyell racconta i suoi giorni passati in viaggio tra Siracusa e la città dei templi. In generale gli albergi erano poco più che locande insalubri. Lyell scrive a sua sorella: “Le locande sono esecrabili oltre ogni descrizione, e il pane spesso richiede tutta la potenza digestiva che ho acquisito andando a cavallo per dieci giorni consecutivi per undici ore ciascuno”. racconta per esempio che a Noto l’albergo era scomodo, ma che il giorno dopo a Pachino era ancora peggio.
Dopo aver ammirato le rocce di Capo Passero si diresse verso Spaccaforno, di cui si lamenta dell’assenza di alberghi pur essendo “un posto più grande di Salysbury”. Con il suo mulattiere, un certo rosario, si diresse allora al convento dei Gesuiti, che prometteva un alloggio decente. Ma, colmo della sfortuna, in quei giorni il vescovo si trovava in città per una visita che non compiva da tre anni cosicché i Gesuiti e i Carmelitani avevano prenotato tutte le stanze disponibili per il vescovo e il suo seguito.
Così Lyell e il suo mulattiere bussarono alla porta del convento dei Cappuccini: loro avevano una stanza ma era stata prenotata anche quella da persone al seguito della visita del Vescovo.
Il mulattiere rosario fece capire a un frate che avrebbe pagato bene un alloggio per la notte, e così il frate, forse anche impietositosi davanti a quel distinto signore venuto da tanto lontano, mise infine a disposizione la sua cella. A dire di Lyell, si trattava di una stanzetta molto spartana, sporca, dove ci stava appena un letto. Il pane era nero, duro, difficilmente digeribile, e la maggior parte dei frati era pittosto scortese tranne quello che gli offrì la sua cella. Formaggio e vino erano pessimi e non era riuscito a comprare nemmeno un pollo in quella città da 9500 abitanti, scrive lui. Quando alla fine del suo soggiorno Lyell offrì al frate una bella cifra per l’alloggio, sono sempre le parole di Lyell, il frate fece una scenetta come per dire che non si aspettava di essere pagato e che non doveva. Lyell gli disse allora di tenere i soldi per i canti in chiesa e per la sua anima. Proseguì poi verso Santa Croce e Licata.
Lyell ritornò poi una seconda volta in Sicilia una trentina d’anni dopo, questa volta per studiare l’Etna. Fu presidente della Società geologica di Londra. Fu fatto prima Cavaliere poi nominato Baronetto. Ebbe molti riconoscimenti e medaglie.
Il suo corpo ebbe l’onore di essere sepolto all’Abbazia di Wenstminster.